(ANSA) - (ANSA) - SARAJEVO, 21 NOV
L'Unione europea ha scelto la data simbolica di oggi, decimo anniversario dell'accordo di pace di Dayton, che ha messo fine a tre anni e mezzo di guerra in Bosnia, per annunciare l'inizio dei negoziati con Sarajevo per un accordo di stabilizzazione e associazione (Asa), considerati il primo passo ufficiale nella lunga strada verso la completa adesione all'Ue.
''E' un momento storico nello sviluppo della Bosnia'', ha detto oggi l'ambasciatore britannico a Sarajevo, Matthew Rycroft, annunciando per venerdi' prossimo l'arrivo nella capitale bosniaca
del commissario Ue per l'allargamento Olli Rehn che inaugurera' i negoziati.
''La decisione dei ministri degli esteri e' arrivata proprio oggi, nel decimo anniversario di Dayton - ha detto Rycroft - e contiene elementi cerimoniali, ma la loro valutazione che il paese abbia fatto progressi sufficienti non e' certamente cerimoniale, anzi, e' ben fondata''.
Secondo l'Alto rappresentante della comunita' internazionale Paddy Ashdown, la Bosnia deve essere orgogliosa per aver completato in breve tempo il percorso dalla fase di Dayton a quella di Bruxelles.
Molti non credevano, tre anni e mezzo fa, ha sottolineato Ashdown, che sarebbe stato possibile adempiere le 16 condizioni poste dall'Ue nello studio di fattibilita'.
Per stipulare l'Asa con l'Ue, Sarajevo dovra', tuttavia, adempiere ancora a numerose condizioni, in primo luogo snellire la complicata struttura amministrativa creata dieci anni fa e rendere piu' efficiente lo stato centrale.
Per questo motivo gli occhi del paese sono oggi tutti puntati su Washington dove, in occasione delle celebrazioni del decennale della pax americana, una quarantina di leader bosniaci, di governo e di opposizione, stanno negoziando, sotto il patrocinio dell'amministrazione Usa, emendamenti alla costituzione necessari al Paese per diventare finalmente uno 'stato normale', senza l'attuale groviglio amministrativo di poteri contrapposti fondato sulla
rappresentanza etnica.
Pur mantenendo, per il momento, la divisione in due entita', la Republika Srpska (Rs, a maggioranza serba) e la Federazione Bh (a maggioranza croato musulmana), sancita da Dayton e
sostenuta con forza dai leader serbo bosniaci, a Washington si vorrebbe arrivare a un accordo perche' la Bosnia abbia d'ora in poi un solo capo dello stato al posto dell'attuale presidenza tripartita, un primo ministro e un governo centrale forte, e un numero maggiore di deputati nel parlamento centrale, riducendo quello nelle assemblee delle due entita' e privando queste ultime di diverse competenze attuali a favore dello stato centrale.
Dopo le elezioni del prossimo ottobre, fino quando si prevede anche il completamento dei negoziati per l'Asa, sara' forse possibile parlare anche dell'abolizione delle due entita', voluta dalle
forze politiche bosniache musulmane, croate e quelle multietniche. Per ora, ha detto l'Alto rappresentante, ''non importa quanto lontano si andra' a Washington, l'importante e' che il processo delle modifiche costituzionali incominci e che continui dopo il voto del
prossimo anno''.
(ANSA). COR-PZ''E' un momento storico nello sviluppo della Bosnia'', ha detto oggi l'ambasciatore britannico a Sarajevo, Matthew Rycroft, annunciando per venerdi' prossimo l'arrivo nella capitale bosniaca
del commissario Ue per l'allargamento Olli Rehn che inaugurera' i negoziati.
''La decisione dei ministri degli esteri e' arrivata proprio oggi, nel decimo anniversario di Dayton - ha detto Rycroft - e contiene elementi cerimoniali, ma la loro valutazione che il paese abbia fatto progressi sufficienti non e' certamente cerimoniale, anzi, e' ben fondata''.
Secondo l'Alto rappresentante della comunita' internazionale Paddy Ashdown, la Bosnia deve essere orgogliosa per aver completato in breve tempo il percorso dalla fase di Dayton a quella di Bruxelles.
Molti non credevano, tre anni e mezzo fa, ha sottolineato Ashdown, che sarebbe stato possibile adempiere le 16 condizioni poste dall'Ue nello studio di fattibilita'.
Per stipulare l'Asa con l'Ue, Sarajevo dovra', tuttavia, adempiere ancora a numerose condizioni, in primo luogo snellire la complicata struttura amministrativa creata dieci anni fa e rendere piu' efficiente lo stato centrale.
Per questo motivo gli occhi del paese sono oggi tutti puntati su Washington dove, in occasione delle celebrazioni del decennale della pax americana, una quarantina di leader bosniaci, di governo e di opposizione, stanno negoziando, sotto il patrocinio dell'amministrazione Usa, emendamenti alla costituzione necessari al Paese per diventare finalmente uno 'stato normale', senza l'attuale groviglio amministrativo di poteri contrapposti fondato sulla
rappresentanza etnica.
Pur mantenendo, per il momento, la divisione in due entita', la Republika Srpska (Rs, a maggioranza serba) e la Federazione Bh (a maggioranza croato musulmana), sancita da Dayton e
sostenuta con forza dai leader serbo bosniaci, a Washington si vorrebbe arrivare a un accordo perche' la Bosnia abbia d'ora in poi un solo capo dello stato al posto dell'attuale presidenza tripartita, un primo ministro e un governo centrale forte, e un numero maggiore di deputati nel parlamento centrale, riducendo quello nelle assemblee delle due entita' e privando queste ultime di diverse competenze attuali a favore dello stato centrale.
Dopo le elezioni del prossimo ottobre, fino quando si prevede anche il completamento dei negoziati per l'Asa, sara' forse possibile parlare anche dell'abolizione delle due entita', voluta dalle
forze politiche bosniache musulmane, croate e quelle multietniche. Per ora, ha detto l'Alto rappresentante, ''non importa quanto lontano si andra' a Washington, l'importante e' che il processo delle modifiche costituzionali incominci e che continui dopo il voto del
prossimo anno''.
21/11/2005 19:17