Saturday, July 10, 2010

Revolutionary Road

Anni '50, una qualsiasi cittadina americana.
Frank e April sono una bella coppia,  e ma lei è schiaciata dal peso dell'insignificante vita di provincia.
Le sue aspirazioni di attrice si sono spente dopo un fallimento teatrale dopo il quale Frank stesso le ha detto che forse era meglio lasciar perdere le velleità artistiche e occuparsi semplicemente dei loro due figli.
Frank lavora in una società di elettronica come assistente alle vendite. Fa il pendolare ed è annoiato e seccato da un lavoro senza stimoli e che odia. Finisce persino a letto con una delle giovani segretarie.
April sembra però non arrendersi alla routine che ti schiaccia e cancella tutto quello che volevi dalla tua vita. riguardando una vecchia foto, ricorda di quando Frank le aveva parlato di Parigi come di un luogo in cui la vita è più vera, dove potrebbero ricominciare e vivere veramente. April lo propone a Frank che, anche se dubbioso, sembra  in effetti intenzionato a mollare tutto per andare ad inseguire un altro tipo di vita dall'altra parte del mondo.Presi dall'entusiasmo, fanno l'amore --  anche se April ad un certo punto cerca di fermarlo.. Passerà poco prima che la donna scopra di essere incinta e parli con Frank perché in effetti non vorrebbe tenere quel bambino. 
La situazione diventa tesa ma la coppia cerca di tirare avanti. Escono con degli amici e l'apatia di April diventa sempre maggiore. Mentre Frank riporta a casa la moglie dell'amico, ubriaca a con lo stomaco in subbublio, April resta con l'amico, perché la sua macchina è bloccata nel parcheggio da un'altra vettura e finiscono per fare un sesso spento e vuoto. Quando l'amico del marito le confessa di amarla, April può solo disgustata implorare silenzio.
Ne segue poco tempo dopo una pesante lite, in cui entrambi perdono le staffe e finiscono per dirsi frasi odiose e reciproche accuse. Frank accusa April di essere apatica, le getta anche in faccia il tradimento sperando di scuoterla. April fuma e basta, giurando solo di odiarlo. Parlano ancora, lei si rende conto di quanto per Frank l'idea di Parigi fosse sempre stata solo una sciocchezza, mentre per lei era diventatata una ragione di vita, una meta. Sembra rassegnarsi al fatto che la loro vita sarà in quella cittadia di provincia, con il terzo bimbo in arrivo. Frank accetterà invece una promozione visto che grazie ad un lavoro eseguito molto meglio del previsto si è guadagnato l'attenzione del capo dell'azienda.
La mattina dopo April si è trasormata nella moglie perfetta che prepara la colazione al marito. I bambini non sono in casa perché sono affidati a qualcun altro per quella giornata. Fanno colazione e anche se April sembra normale e felice, dentro di sè la disperazione sta prendendo il sopravvento. Dopo aver riordinato la cucina, sale in bagno e si provoca l'aborto. Un'emorragia fuori controllo la costringerà a chiamare i soccorsi e morirà poco dopo in ospedale. 
Vediamo Frank correre lungo una strada, disperato poco dopo aver saputo che è stata April stessa a procurarsi l'aborto che l'ha uccisa. Dai vicini di casa, sapremo poi che Frank è andato a vivere in città con i bambini e che ha trovato un lavoro per un'altra ditta di elettronica, mentre nella loro vecchia cittadina il ritmo scorre lento e noioso come prima.
La noia, il voler uscire dagli schemi e da una vita già scritta, il volere qualcosa in più e venire invece schiacciati dal peso della normalità e della responsabilità.
Mi sono sentita un po' a metà tra entrambi ripensando al Canada. Avevo voglia di andare, avevo voglia di provare una vita diversa lontano da questa provincia. Ma nel bellissimo Canada, a parte il rispetto e la pulizia, non ho trovato quello che avevoo sperato. Ho fatto la vita di provincia, sacrifici per far funzionare le cose in casa, esattamente come succedeva qui sul Ticino. Era cambiato il paesaggio, era cambiato il lavoro, ma per il resto? Non era solamente la stessa routine, seppur cancellando tutti i legami familiari -- per quanto io possa averne?
non so, tutto mi sembrava così diverso eppure così uguale. E un posto bellissimo non poteva diventare la ragione della felicità. Capisco April e la sua voglia di saltare. E capisco Frank e la sua razionalità e il non volere buttar via quella che forse è una chance, anche se  arriva da un lavoro che non gli dà soddisfazioni. 
E alzo lo sguardo a guardare fuori da questa finestra e vedo il triste dell'edificio di fronte, una gru in lontananza -- in questo posto non fanno altro che tirare su case -- un cielo di un orribile e soffocante grigio. 
E la voglia di scappare ritorna come un'onda...